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Come recuperare il pane secco

7 Set

Ciao a tutti!

Ieri ci siamo ritrovati in casa un sacchetto di carta pieno di pezzetti di pane duro. Credo capiti a tutti di avanzare dei pezzi di pane, magari troppo piccoli o già un po’ vecchiotti per poterli surgelare o mangiare.

E siccome noi non buttiamo via niente.. eccovi qualche idea per recuperare il pane secco.

Innanzitutto tagliatelo a fette o pezzetti non troppo grandi, e lasciatelo indurire nei sacchetti di carta (quelli in cui solitamente vi viene venduto il pane stesso).

Le alternative a questo punto sono tre:

  • quando è ben duro, mettete il pane in un frullatore o robot da cucina e sminuzzatelo fino a ottenere una polvere. Sì, esatto, avete fatto il pan grattato in casa. Se rimangono dei pezzi grossi, potete sempre passare il pane al setaccio.
  • tagliate il pane a tocchetti o fettine e scaldatelo in forno (magari con il grill) per 10-15 minuti, per ottenere crostini o bruschette da accompagnare a zuppe o da condire a vostro piacimento.
  • lasciate ammorbidire il pane in una ciotola con latte o acqua, e usatelo per creare piatti sfiziosi.

Il pane ammorbidito si può usare, ad esempio, per polpette e polpettoni: invece di usare tutta carne macinata, usate un 50% di pane e un 50% di carne: avrete un impasto più morbido, al quale dovrete aggiungere solo uova, sale, un po’ di parmigiano o pecorino grattugiato e pepe a piacere.

Un’altra ricetta sfiziosa in cui il pane duro è protagonista è il pan pizza: fate ammorbidire il pane nel latte; quando si è ammorbidito a dovete, strizzatelo e formate una bella base in una teglia. Condite con sugo di pomodoro, formaggio, tonno, capperi, olive nere e basilico (oppure con gli ingredienti che più vi piacciono.. come una pizza!), mettete in forno a 220-250°C per una mezzoretta, e il gioco è fatto!

Tra le altre ricette ci sono la panzanella, la pappa al pomodoro, i budini dolci… ma magari parlerò di queste ricette un po’ più approfonditamente in altri post.

E voi conoscete altri modi per riutilizzare il pane secco? Lasciate un commento qui sotto per condividere le vostre idee!

A presto,

M.

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Parola d’ordine: riciclare

2 Feb

Nell’attesa di un numero più alto di voti del sondaggio in corso (per votare cliccate qui), oggi vi voglio parlare di riciclaggio.

Non parlo del riciclaggio dei rifiuti: sappiamo tutti quanto sia importante suddividere i nostri materiali di consumo cosicché possano essere riutilizzati e non andare a rovinare la nostra bella Terra.

A tutti capita ogni tanto di andare ad aprire cassetti sempre più pieni, armadi straripanti, sgabuzzini che chiedono pietà, scatoloni dimenticati in cima alle librerie.. e quando ci si rende conto del fatto che magari c’è un sacco di roba che non ci serve più, che facciamo?

Di solito facciamo un bel bustone di quelli neri enormi e lo andiamo a portare al cassonetto più vicino.

SBAGLIATISSIMO!

Il fatto che quelle cose non ci servano più, non significa che non possano servire ad altri. Integri o rotti, tutti i nostri oggetti “inutili” potrebbero avere un gran valore per qualcun altro.

E allora, come sbarazzarsi di tutti questi oggetti senza però buttarli via?

Una soluzione può essere la beneficenza: vestiti, scarpe, borse, giocattoli, libri che ormai non usiamo da tempo possono diventare un preziosissimo tesoro per chi non ha la possibilità di acquistarne di nuovi. In ogni città ci sono associazioni che raccolgono abiti, scarpe e accessori per darli a chi ne ha bisogno. Spesso si trovano addirittura dei “cassonetti” speciali in giro per le strade che rendono più comodo questo trasferimento di beni. Quindi se facendo il cambio di stagione volete sbarazzarvi di tutti quei vestiti che non vi stanno più o che sono passati di moda, non buttateli via: regalateli a chi ne ha bisogno.

Se invece avete oggetti un po’ più difficili da smaltire, come vecchi mobili, articoli di elettronica, piante, accessori di cucina, telefoni e così via, potete usare Freecycle.

Freecycle è un network internazionale dove gli iscritti mettono a disposizione gli oggetti che non usano più, cosicché qualcun altro possa andarli a prendere e dar loro nuova vita. Il network è diviso in gruppi più piccoli divisi per città o per area geografica per facilitare così il libero scambio.

Facciamo un esempio: vi siete appena trasferiti e vi manca una scarpiera per completare l’arredamento della casa. Andate nel gruppo Freecycle della vostra città e pubblicate un annuncio in cui chiedete una scarpiera. Se qualcuno ne ha una disponibile, vi contatterà e potrete mettervi d’accordo sui dettagli del ritiro. Oppure potete scegliere di leggere tutti gli annunci degli altri per vedere se vi serve qualcosa che loro hanno messo a disposizione. Oppure, ancora, vi siete accorti che a casa nuova quel tavolinetto proprio non ci sta: pubblicate un annuncio per metterlo a disposizione degli altri. E tutto questo è completamente gratuito. Nessuno vi chiederà soldi in cambio dei propri oggetti, e non dovrete pagare nessuna spesa di iscrizione o cose simili.

E non importa che i vostri oggetti siano interi e funzionanti: c’è un sacco di gente che cerca, ad esempio, cellulari, computer, televisori rotti solo per i pezzi di ricambio!

Un altro sito molto simile a Freecycle, ma forse un po’ meno conosciuto, è reecycle.it (che suona come l’inglese “recycle it”, ovvero “riciclalo“). Questa volta si tratta di un network tutto italiano, decisamente diffuso in Lazio, ma molto poco conosciuto nelle altre regioni. Il principio è lo stesso di Freecycle: mettere a disposizione degli altri gli oggetti e i materiali che non ci servono più. Inserire un annuncio è davvero facile e veloce, così come lo è ricercare gli annunci della propria zona geografica.

E voi, conoscete altri siti simili? Avete mai usufruito di servizi del genere? Condividete le vostre esperienze in un commento a questo post.

Come al solito, vi ricordo di partecipare al contest in corso sul blog, cliccate qui!

Buona serata,

M.

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