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Generation Awake: l’UE per la sensibilizzazione dei giovani

2 Mag

Buonasera a tutti!

Non so se vi ricordate, ma qualche tempo fa, più precisamente in questo post, avevo accennato a un progetto dell’Unione Europea, o, per essere più precisi, della Commissione Europea, rivolto a tutti i giovani europei: sto parlando di Generation Awake.

Questo progetto, che in pratica è un sito internet, raccoglie le istruzioni per l’uso per uno stile di vita sostenibile ed ecologico, volto a migliorare la salute del nostro pianeta e dei suoi abitanti.

Decisamente carino e simpatico il video di presentazione, con i tre sacchetti canterini, un po’ meno carino il fatto che il manuale di sopravvivenza sostenibile, chiamiamolo così, è scritto a caratteri piccoli piccoli… ma siamo giovani e ce la possiamo fare!

Ho scritto un articolo su Pillole di Sostenibilità parlando un po’ più approfonditamente del progetto e facendo qualche riflessione personale.

Fatemi sapere cosa ne pensate di Generation Awake con un commento qui sotto.

Buona serata,

M.

Novità in arrivo & Pane di San Giuseppe

23 Mar

Ciao a tutti,

vorrei anticiparvi un po’ di novità che mi frullano in testa. Più che novità, in realtà, si tratta di progetti che inizierò (o comunque vorrei iniziare) nel breve e medio termine. Ma andiamo un passo alla volta.

Innanzitutto ho trovato un progetto della Unione Europea pensato per chi, come me, vuole farsi una cultura approfondita sulla sostenibilità di tutti i giorni, ovvero come iniziare a vivere e spendere in maniera più responsabile. Il progetto, che si chiama Generation Awake, è specificamente pensato per i giovani, per quelle generazioni che sono nate e cresciute nel tempo del consumismo senza limiti e senza criterio, che ha contribuito a rendere il nostro pianeta sempre più povero e fragile. Di questo progetto, comunque, vi parlerò più approfonditamente nei prossimi giorni.

Un altro movimento che mi ha davvero molto interessata è il Movimento per la Decrescita Felice (MDF), fondato da Maurizio Pallante, saggista e ambientalista italiano che, allacciandosi alle idee di Nicholas Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, sostiene che la felicità e il benessere dei cittadini non siano direttamente proporzionali alla crescita economica. Tra le varie iniziative proposte dal MDF, la famosissima giornata M’illumino Di Meno, in collaborazione con Radio 2, iniziativa per la sensibilizzazione al risparmio energetico, e l’Università del Saper Fare, letteralmente una scuola che ci insegna tutte quelle attività manuali andate perse con l’avanzare della tecnologia, tutti quei saperi che aiutano l’ambiente grazie all’impiego di materiale non inquinante e all’autoproduzione.

Proprio domani andrò all’Università del Saper Fare di Torino a seguire un corso di autoproduzione di cosmetici ecologici: era da tempo infatti che volevo imparare a fare i cosmetici in casa, sia per una questione di naturalità dei prodotti, sia per una questione di risparmio di imballaggi e trasporti. Nei prossimi giorni farò dunque dei tutorial per condividere con voi ciò che avrò imparato domani pomeriggio.

Altro progetto che ho in testa, sempre legato all’autoproduzione, è la saponificazione: sto infatti cercando il materiale per iniziare ad autoprodurre il mio sapone. L’uso di ingredienti naturali sarà benefico per le mani, per l’acqua e per l’ambiente, e il fatto di produrlo in casa mi eviterà di disperdere nell’ambiente bottiglie di plastica e incartamenti vari.

Per rimanere in tema di autoproduzione, manualità e sapere antico, vorrei parlarvi di una tradizione che accomuna tutti e tre questi elementi, ovvero il Pane di San Giuseppe. In questi giorni infatti ci sono qua a casa i genitori di uno dei miei coinquilini, originari di Salemi, in Sicilia, e ieri sera ci siamo messi a fare il pane tipico di San Giuseppe. A Salemi, infatti, per festeggiare il santo dei papà, ma recuperando una tradizione pagana antichissima, durante il mese di marzo molte donne impastano un pane particolare, né salato né dolce, che viene poi letteralmente scolpito e decorato con semi e spezie per andare a formare dei veri e propri altari. Noi, ovviamente, abbiamo fatto una cosa più alla buona (soprattutto perché questo pane è ottimo da mangiare!), e non siamo stati così minuziosi, ma abbiamo creato le nostre piccole sculture rappresentanti i frutti della Madre Terra. Vi lascio qualche foto, perché secondo me sono bellissimi! La ricetta la trovate in un mio commento qui sotto.

A presto,

M.

              

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