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Scatola svuotatasche fai da te

10 Giu

Quante volte vi è successo di tornare a casa con le tasche piene di oggettini vari e, al momento di doverli posare, non sapete assolutamente dove metterli?

Beh, a me un sacco… sarà che sono disordinata di natura, sarà che… no, solo per quello.

In ogni caso, mi sono ripromessa di cercare di essere un po’ più ordinata in futuro, visto che a breve cambierò casa, e quindi ne ho approfittato per costruire in dieci minuti una scatolina svuotatasche a costo zero.

La camera che vedrete nel video non è la mia, bensì quella del mio amatissimo (e nerdissimo) Silvio Taccola, regista del video stesso.

 

Occorrente:

  • 1 cartoncino (o due fogli colorati incollati, come nel mio caso)
  • 1 riga
  • 1 trincetto
  • matite e pennarelli
  • 4 fermacampione
  • 1 bucatrice
  • 1 base di lavoro

Come si fa:

Disegnate i bordi interni della vostra scatola, che dovranno essere tutti uguali: la misura la potrete scegliere voi, a seconda che vogliate un bordo più alto (bordo più largo) o più basso (bordo più stretto). Tracciate anche le diagonali dei quattro quadrati che vi si saranno formati agli angoli, andando dall’angolo interno al foglio a quello esterno. Aiutandovi con la riga, incidete lungo tutte le linee tracciate, facendo però attenzione a non tagliare il cartoncino. Piegate lungo tutte le linee. Ora bucate con una bucatrice le quattro linguette esterne più al centro possibile, poi ripiegatele a due a due sui lati corti o lunghi, a vostro piacimento. Adesso segnate sul lato scelto con una matita dove sono i buchi, per poi inciderli a fondo con il trincetto. Infilate i fermacampione nei buchi e chiudeteli. Decorate a piacere e… voilà! La vostra scatola svuotatasche è pronta!

Volendo potete costruire anche un coperchio, diminuendo di pochi millimetri per lato il bordo, ed eventualmente tagliando il bordo in eccesso (se volete un coperchio meno alto).

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Alternative ecologiche ed economiche agli ammorbidenti industriali

28 Mag

Buonasera Pillolini,

come promesso un po’ di tempo fa sulla pagina Facebook, ultimamente mi sono messa alla ricerca di alternative economiche e soprattutto eco-friendly ai prodotti industriali per la pulizia: ammorbidenti, detersivi per lavatrice e per i piatti, detergenti per il pavimento e così via.

Il mio tentativo di fare il gel di sapone di marsiglia, per ora, è fallito miseramente: forse la saponetta solida che ho usato non era adatta, forse ho bisogno io di fare un po’ più di pratica..

In ogni caso sono riuscita a trovare online tre valide alternative all’ammorbidente: con ingredienti a costo quasi zero, naturali e assolutamente non dannosi per l’ambiente, i panni verranno molto più puliti, morbidi e profumati rispetto all’ammorbidente tradizionale.

Ho parlato di queste mie sperimentazioni in questo articolo, pubblicato su Pillole di Sostenibilità.

I prezzi per 1 litro di ammorbidente si aggirano intorno a 1€ per l’ammorbidente all’aceto; 50 centesimi per quello al bicarbonato e 70 centesimi per quello all’acido citrico (che secondo me è il migliore.. e fa anche da anticalcare!).

Volevo inoltre ricordarvi che se entro il 31 maggio (cioè giovedì) raggiungiamo i 200 iscritti su Facebook, verrà indetto un nuovo contest!

A presto,

M.

10 modi per consumare meno plastica

11 Mag

Plastica: ne consumiamo tanta, tantissima… troppa. Bottiglie dell’acqua, flaconi, detersivi, cosmetici, piatti, bicchieri e posate.. siamo circondati dalla plastica. Che è uno dei materiali più inquinanti che gira indisturbato per le nostre case.

Ovviamente facciamo la raccolta differenziata, ma comunque per smaltire 1kg di plastica vengono prodotti 6kg di CO2. Quindi sarebbe meglio buttar via meno plastica possibile.

Come fare? Leggete qui i miei 10 consigli per imparare a usare meno plastica possibile, facendo un gran favore alla nostra amata Terra.

Buon weekend,

M.

Progetto Giovanisì: incentivi per i giovani toscani

27 Gen

Un post lastminute per tutti i toscani all’ascolto.

Innanzitutto parliamo di Giovanisì, che è un progetto della Regione Toscana che mira a favorire

l’autonomia dei giovani, per ridare loro un futuro sulla base del merito nello studio e nell’attività lavorativa. Un pacchetto di opportunità di livello europeo, finanziato da risorse regionali, nazionali e comunitarie, integrabile anche da ulteriori fondi di enti locali e soggetti pubblici e privati. 

In pratica cosa significa: incentivi per chi vuole mettere su un’impresa, per chi vuole uscire dalla famiglia e trovarsi un’abitazione autonoma, per chi vuole fare esperienza lavorativa con tirocini pagati, per le imprese che vogliono assumere forza lavoro giovanile.

Non voglio stare a dilungarmi su tutti i punti del progetto, anche perché potete consultare il tutto sul sito ufficiale di Giovanisì.

Ho scritto questo post perché il 31 gennaio (quindi martedì prossimo) scade il bando per richiedere i contributi per il sostegno al pagamento dell’affitto (con regolare contratto). I requisiti fondamentali per poter richiedere questo contributo sono:

  • Avere tra i 25 e i 34 anni;
  • Essere residenti in Toscana da almeno 5 anni nel nucleo familiare d’origine;
  • Cittadinanza italiana o di uno stato membro dell’UE (o essere in regola con le norme di immigrazione);
  • Non avere un reddito personale complessivo Irpef superiore ai 35.000€ lordi;
  • Non avere un reddito familiare complessivo Isee superiore ai 40.000€ lordi;
  • Non essere beneficiari di altri contributi dello stesso tipo da parte di altri enti;
  • Non essere proprietari sopra il 30% di immobili sul territorio nazionale;
  • L’immobile è da affittare con regolare contratto per un minimo di 3 anni, deve essere affittato come prima casa e deve essere situato in Toscana.

Il bando, il regolamento e i moduli da compilare li trovate tutti qui. Affrettatevi se siete in regola, perché il contributo va dai 150 ai 350€ mensili per un massimo di 3 anni.

E voi, di altre zone d’Italia, siete a conoscenza di contributi simili in altre Regioni?

Non dimenticate, inoltre, che è in atto il primo giveaway di Pillole di Sopravvivenza: potreste vincere il portachiavi della Happy Pill, il logo di questo blog. Leggete qua come fare.

Buona serata,

M.

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