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Reoose, il mercatino del baratto asincrono

20 Nov

Vi ricordate quando alle elementari vi raccontavano che nella preistoria non esistevano i soldi e quindi le merci venivano scambiate con la tecnica del baratto? Io me lo ricordo bene, e per qualche strano motivo ho sempre collegato la parola “baratto” a un concetto piuttosto antiquato.

Beh, non lo è. Anzi, è un concetto attualissimo e decisamente vincente in questo periodo di crisi. E Reoose ne è la prova.

Reoose è infatti una piattaforma di baratto asincrono. In pratica lo scambio di beni non avviene più in simultanea (cioè io ti do X e tu mi dai in cambio Y), ma in differita: io pubblico un annuncio su Reoose mettendo in “vendita” un oggetto di cui non ho più bisogno (che può essere un indumento, un oggetto di arredamento, uno strumento da cucina e così via); il sistema attribuisce al mio annuncio un numero di crediti pari al valore del mio oggetto, che può essere nuovo o usato. A questo punto, quando un altro utente “acquista” il mio oggetto, a me non vengono dati soldi né altri oggetti, bensì il numero di crediti che erano stati attribuiti al mio oggetto. E con questi crediti posso acquistare un qualsiasi altro oggetto pubblicato su Reoose. Bello, no?

La consegna degli oggetti avviene solitamente a mano, ma si può scegliere di inviare gli oggetti venduti via posta con spese di spedizione a carico dell’acquirente.

Se magari poi c’è un oggetto che mi interessa proprio tanto, ma non ho un numero di crediti sufficiente per acquistarlo, allora posso comprare dei crediti a partire da un minimo di 60 crediti (equivalenti a 15€).

Un esempio pratico? Vendendo una decina di creme nuove, mai usate (che mi sono state regalate e di cui non ho bisogno), ho ottenuto circa 300 crediti. Con 250 crediti ci posso comprare un materasso usato. Con 100 crediti una lavastoviglie usata. Con 10 crediti, un phon nuovo. E così via…

Quindi è arrivato il momento di fare le pulizie, mettere da parte gli oggetti inutilizzati di casa e pubblicarli su Reoose.. chissà, magari nel giro di qualche settimana avrete scambiato tutto e vi sarete rifatti il guardaroba o le decorazioni casalinghe 🙂

A presto e buono scambio,

M.

Con il Carpooling i viaggi in macchina costano, inquinano e annoiano meno

10 Set

Ciao  a tutti!

Oggi voglio parlarvi di un servizio (o meglio, di una tipologia di servizio) nato da qualche anno per ridurre i consumi e le spese di chi per un motivo o un’altro si ritrova a dover viaggiare in macchina: il Carpooling.

Immaginate il costo di un viaggio, ad esempio, da Torino a Pisa (fidatevi, ne so qualcosa) di andata e ritorno: il costo ammonta a circa 100-120€ (a seconda di quanto consuma la vostra auto); i kg di CO2 che si immettono nell’atmosfera sono circa 50; la noia, poi, dura ben 4 ore.

Ora immaginate di dividere la spesa per 4, e pagare quindi sui 25-30€ per un viaggio a/r; immaginate che il peso dei sensi di colpa per quei 50kg di anidride carbonica lo dividete in quattro; immaginate conoscere persone nuove, avere qualcuno con cui parlare e con cui divertirsi durante il viaggio… sounds good, uh?!

E’ per questo che è nato il road sharing, un servizio che permette ai viaggiatori di offrire o cercare un passaggio, condividendo le spese e l’esperienza con altre persone.

I siti che offrono tale servizio sono molti, eccovene alcuni tra i più usati in Italia:

BlaBlaCar.it, che è il sito che a me piace di più, offre la possibilità di stabilire dei criteri che dovranno essere rispettati da chi condividerà il viaggio con voi: ad esempio potrete scegliere se condividerlo solo con donne, se accettare fumatori, animali, se le persone che viaggiano con voi potranno portare bagagli grandi o pacchi, se farete tappe intermedie o piccole deviazioni ecc. Sarà il sito a suggerirvi quanto denaro chiedere ai vostri viaggiatori (potrete comunque modificare la cifra a vostro piacimento).

Carpooling.it, che funziona sia in Italia che in Europa, offre lo stesso tipo di servizio: potrete ricercare o offrire un viaggio, decidendo se questo sarà disponibile solo per donne e se i fumatori sono ben accetti. Purtroppo non ci sono indicazioni relative ai bagagli ammessi, né limitazioni per gli animali, che dovrete specificare per iscritto nei commenti al viaggio. Molto carina è l’opzione Lingue: potrete infatti inserire le lingue che parlate, così da aumentare il bacino di possibili viaggiatori.

Bring-me.it, sito tutto italiano, offre la possibilità di inserire annunci di ricerca o offerta di viaggi: anche qui si potrà scegliere di offrire il viaggio solo a donne, di accettare o meno animali e fumatori. Inoltre si possono organizzare le “macchinate” per i concerti o per eventi di qualsiasi tipo.

Roadsharing.com, sito attivo in tutto il mondo, offre lo stesso tipo di servizio; le opzioni di scelta non sono molte, ma si possono inserire le proprie preferenze nel box “Note”, presente in ogni tipo di annuncio.

Tutti questi siti offrono un sistema di feedback, che aiuta gli utenti a verificare l’affidabilità delle persone con cui si sceglie di viaggiare in base alle loro precedenti esperienze di carpooling.

E voi avete mai usufruito di questo tipo di servizio? Parlatene in un commento qui sotto.

Buon inizio settimana,

M.

Come recuperare il pane secco

7 Set

Ciao a tutti!

Ieri ci siamo ritrovati in casa un sacchetto di carta pieno di pezzetti di pane duro. Credo capiti a tutti di avanzare dei pezzi di pane, magari troppo piccoli o già un po’ vecchiotti per poterli surgelare o mangiare.

E siccome noi non buttiamo via niente.. eccovi qualche idea per recuperare il pane secco.

Innanzitutto tagliatelo a fette o pezzetti non troppo grandi, e lasciatelo indurire nei sacchetti di carta (quelli in cui solitamente vi viene venduto il pane stesso).

Le alternative a questo punto sono tre:

  • quando è ben duro, mettete il pane in un frullatore o robot da cucina e sminuzzatelo fino a ottenere una polvere. Sì, esatto, avete fatto il pan grattato in casa. Se rimangono dei pezzi grossi, potete sempre passare il pane al setaccio.
  • tagliate il pane a tocchetti o fettine e scaldatelo in forno (magari con il grill) per 10-15 minuti, per ottenere crostini o bruschette da accompagnare a zuppe o da condire a vostro piacimento.
  • lasciate ammorbidire il pane in una ciotola con latte o acqua, e usatelo per creare piatti sfiziosi.

Il pane ammorbidito si può usare, ad esempio, per polpette e polpettoni: invece di usare tutta carne macinata, usate un 50% di pane e un 50% di carne: avrete un impasto più morbido, al quale dovrete aggiungere solo uova, sale, un po’ di parmigiano o pecorino grattugiato e pepe a piacere.

Un’altra ricetta sfiziosa in cui il pane duro è protagonista è il pan pizza: fate ammorbidire il pane nel latte; quando si è ammorbidito a dovete, strizzatelo e formate una bella base in una teglia. Condite con sugo di pomodoro, formaggio, tonno, capperi, olive nere e basilico (oppure con gli ingredienti che più vi piacciono.. come una pizza!), mettete in forno a 220-250°C per una mezzoretta, e il gioco è fatto!

Tra le altre ricette ci sono la panzanella, la pappa al pomodoro, i budini dolci… ma magari parlerò di queste ricette un po’ più approfonditamente in altri post.

E voi conoscete altri modi per riutilizzare il pane secco? Lasciate un commento qui sotto per condividere le vostre idee!

A presto,

M.

50 stampe foto a 50 centesimi con Snapfish

30 Ago

Buongiorno Pillolini!

Si, lo so, avevo scritto un paio di articoli facendo sperare in un grande ritorno e poi sono sparita di nuovo.. ma si sa, ad Agosto non si può mai dar niente per scontato!

Torno oggi parlando ancora di fotografia, per segnalarvi un’offerta che non potrete rifiutare.

Snapfish, infatti, come ogni anno, ci propone di nuovo le foto di fine estate a 1 centesimo! Si, un centesimo, uno solo. Il numero massimo di fotografie da poter stampare è di 50 (quindi 50 foto a 50 cent), e le spese di spedizione sono sempre di 2,95€ per farsi spedire il pacchetto a casa, di 2€ invece se si ritirano le foto presso un punto vendita convenzionato Carrefour, Trony o Chicco.

Il codice da utilizzare per usufruire dell’offerta è 1CENT812, da inserire in fase di ordine entro il 03/09/2012. Non dimenticate, inoltre, che se vi iscrivete per la prima volta avrete 20 stampe gratuite.

A presto,

M.

Libri scolastici e universitari: come risparmiare

10 Ago

Settembre (ahimè) si avvicina a passo svelto, e questo vuol dire due cose: ricomincia la scuola, per i più giovani, e per noi vecchiazzi tra i venti e i trenta (ah, se mi sentissero certe persone…), ci sono gli esami universitari, le tesi e così via.

E ogni anno è un salasso: testi che costano non meno di 30€ a volume, enciclopedie infinite, letterature, manuali, grammatiche, saggi… insomma, una tragedia! Quindi chi non ha voglia di spendere millemila euro, sebbene siano per una buona, anzi ottima, causa, può ricorrere a qualche trucchetto per risparmiare un bel po’ di soldini:

  • Chiedere agli amici: magari quelli più grandi, che andavano nella nostra stessa scuola o facoltà, saranno disposti a prestarvi i loro libri di testo o a venderveli per pochi spiccioli.
  • Negozi di libri usati: sono sicura che in ogni città ce n’è qualcuno; ad esempio a Pisa c’è Il Libraccio, una catena presente in tutta Italia, mentre a Torino ci sono un sacco di negozietti che effettuano compravendita di testi scolastici e universitari.
  • Fotocopie: organizzatevi e mettetevi d’accordo, perché per legge, se non erro, non si può fotocopiare più del 15% di un testo… quindi magari andate uno alla volta fino a completare il libro; oppure cercate una copisteria dove la fotocopia è tutta legale!
  • Libri usati online: vi segnalo un paio di siti dove si possono pubblicare annunci per cercare e/o vendere i propri libri, ovviamente a prezzo ridotto. Per i testi scolastici c’è libridea.it, mentre per i testi universitari, oltre a libridea, c’è testiusati.com. Su questi siti, come ho scritto prima, potrete pubblicare degli annunci mettendo in vendita i libri che volete mandare in pensione, oppure potete cercare qualcuno che abbia messo in vendita i libri che servono a voi. Semplice, no?
  • Buoni libro: informatevi presso il vostro comune, in quanto, per le famiglie idonee con un indice ISEE basso, sono previsti dei buoni libro comunali… e io direi, finché paga lo Stato, meglio approfittarne!
  • Vecchie edizioni: spesso molti libri cambiano edizione perché viene migliorata la grafica, o perché viene corretto qualche errore di stampa piuttosto grossolano che non va a inficiare la correttezza nozionistica del testo; ecco, se il libro di testo che dovete acquistare è una nuova edizione di uno preesistente, fate una ricerca e guardate se i cambiamenti sono più o meno sostanziali; acquistando una vecchia edizione, infatti, risparmierete sicuramente qualche soldino.

Spero di esservi stata utile anche stavolta; se conoscete qualche altro trucchetto per risparmiare sui libri scolastici e universitari, scrivetemelo in un commento qui sotto.

Buon weekend,

M.

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